STORIA
Le origini
Il
toponimo Frassinello deriva da “fraxinus” (“frassino"). La
documentazione medioevale riporta Frascenedellum, Frasinellus,
Fraxenellus, Fraxinel, per attestarsi nel XVI secolo su Frasinelli e
Fraxinelli, perfettamente in connessione con la forma dialettale
Frasinè. Alcuni collegano il toponimo alla presenza dei saraceni
nella zona. Gli arabi, provenienti da Le Garde Freinet in Provenza,
verso il 930 attraversarono le Alpi depredando vari centri del Piemonte.
Il nome Frassinello confermerebbe la tesi secondo la quale i saraceni
erano soliti chiamare i luoghi dei loro stanziamenti con il nome della
loro base in Provenza. Secondo la Cronaca della Novalesa, proprio presso
un "castro Fraxenedello" sarebbe stata annientata nel 964 un'orda
di predoni saraceni.
Il
toponimo del terriorio di Lignano, dove probabilmente sorse il nucleo
originario del paese, deriva invece dal gentilizio "Laennius",
probabilmente il nome di una gens romana che risiedeva nell'area tra
Frassinello e Camagna.
La storia
I primi insediamenti, di matrice
romana, sorsero sulle aree del castello di Lignano e del vicino fondo
rurale di Santa Maria, in posizioni collinari dominanti e poco distanti
dal capoluogo. Una stele funeraria conservata a Lignano ricorda il
defunto Lucio Herennio della tribù Pollia, censita nella IX Regio
augustea, comprendente allora tutto questo territorio.
L'abitato di Frassinello sorse nella posizione attuale solo in epoca
tardo-medioevale; i primi insediamenti si trovavano presso la "ecclesia
S. Georgii", un'altura a nord-ovest del castello.
Il
feudo appartenne a lungo all'Episcopato di Vercelli, che lo concesse
parte agli Avogadro e parte ai Rossi di Casale.
Con un diploma del 1041,
l’imperatore Enrico VIII riconosce al vescovo astigiano la metà del
territorio al quale si inizia a dare una precisa identità (“locus
Frascenedelli cum castro, curte e capella”).
Nel 1289 fu dei Nemours, a cui fu donato da Guglielmo VII, signore del
Monferrato. Poi divenne signoria condominiale di diverse famiglie. Nel
1431 fu devastato dalle milizie di Francesco Sforza.
Nel 1594 i Namorso (poi De Nemour e quindi Nemours, casato che discende
dal capostipite Barloffa) riuscirono a diventare gli unici signori di
Frassinello. L'estinzione della linea maschile avverrà nel 1787 con
Camilla Nemours maritata al Conte Giuseppe Sacchi, da cui la dinastia
dei Sacchi-Nemours.
Nel 1800 15 mila soldati austro-russi al comando di Melas portarono
devastazione e miseria nel territorio. Nel 1863 si chiamò semplicemente
Frassinello e non più Frassinello Monferrato. Dal 1928 al 1959 costituì
un unico Comune con Olivola.
personaggi
illustri
 |
Pietro da Frassinello: dottissimo
uomo di legge, fu vicario generale del Marchese Lodovico di Saluzzo.
|
 | Giovanni Alberto Cassani: autore
di un libro stampato a Napoli nel 1603 intitolato "Esercizio Militare
nel quale si insegna la vera cognizione di schermire la spada e ordinare
gli esercizi" |
 | Antonio Gallia: padre Servita,
maestro e dottore in teologia, scrisse un trattato in 7 libri, intitolato:
"I sette parocismi, o dolori di M. V." stampato in Torino nel 1684.
|
 | Sebastiano Guala: canonico nato
probabilmente a Frassinello, svolse la sua attività tra il 1640 e il 1680.
Tra le opere attribuite al Guala, la Chiesa parrocchiale e la cappella di
S. Bernardo a Frassinello, le chiese di S. Filippo e Pozzo S. Evasio a
Casale Monferrato. |
 | Pompeo Rivalta: medico
Frassinellese, inventore della cosidetta "prova Rivalta", tuttora
studiata e utilizzata dagli studenti di medicina. |